Il testosterone fa male alla prostata: sfatiamo definitivamente questo mito

Dott. Andrea Militello

Purtroppo ancora oggi molti pazienti e alcuni medici sono del parere che la somministrazione di testosterone a scopo terapeutico, per esempio nella medicina anti-age o nel trattamento dell’ipogonadismo, sia in grado di indurre malattie alla prostata, o addirittura vecchie leggende metropolitane dove si riferisce che la terapia con testosterone possa provocare cancro della prostata!!! 

Tutto nasce da uno studio sperimentale eseguito nel 1941 dal dottor Huggins che mise in evidenza come la castrazione chirurgica su animali affetti da tumore della prostata provocava effettivamente una riduzione del volume del tumore.   

Si dedusse quindi che il testosterone era in grado di stimolare la progressione del tumore e la sua crescita e quindi una castrazione  chirurgica, che diventò poi successivamente di tipo ormonale, era in grado di controllare i valori di testosterone nel sangue se non addirittura azzerarli e controllare quindi l’andamento della malattia tumorale. 

Erronamente così per molti anni si è associato il testosterone e l’uso del testosterone alla possibilità di ammalarsi di cancro della prostata

Ma in tempi molto più recenti, e forse non da tutti conosciuti, Pearson nel 2005 e Roddam nel 2008 con importanti lavori scientifici pubblicati sul Journal of The National Cancer Institute hanno dimostrato in maniera netta e precisa che non esiste alcuna associazione fra i livelli di testosterone nel sangue e il rischio di ammalare di cancro della prostata

Ma addirittura studi di Morgentaler  del 2009 hanno evidenziato come i soggetti con bassi livelli di testosterone sono più soggetti ad ammalare di cancro della prostata.  

 Anche studi italiani, ad esempio Salonia nel 2011 hanno dimostrato come i soggetti affetti da tumore della prostata sono maggiormente a rischio quando i loro valori di testosterone nel sangue sono di basso livello. 

Questo sembra predisporre a un maggior grado di malignità e ha una maggiore coinvolgimento dei linfonodi e delle vescicole seminali. 

Gli studi più attuali, e quindi non quelli lontani del 1941, ci indicano che basse concentrazioni di testosterone possono favorire il rischio di neoplasia prostatica tanto che, ormai da 11 anni, nel 2009 è stata  in maniera definitiva cancellata la possibilità di definire il testosterone come responsabile del cancro della prostata, ma purtroppo molte di queste concezioni non sono ancora entrate nella cultura dei medici e dei pazienti. 

Tengo nuovamente a indicare quanto sia importante avere un valore normale di testosterone nel sangue specialmente  nella media età, in cui il testosterone tende a essere fisiologicamente meno prodotto e quindi meno presente a livello ematico con tutte le ripercussioni sulle condizioni di salute psicofisica e non solo sessuale e della libido. 

Il testosterone è inoltre  un ottimo assistente ormonale  per quelle condizioni legate all’andropausa come ad esempio la depressione, la mancanza di attenzione e di concentrazione e l’affaticamento psicofisico.

Dott. Andrea Militello

Dott. Andrea Militello

Medico specializzato in Urologia e Andrologia. Ecografista ed esperto in fisiopatologia della riproduzione umana.

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