Come ben sappiamo la disfunzione erettile è un disturbo che coinvolge circa 3 milioni di italiani.
Sono tante e diverse le cause di questo problema che possono essere sia di natura organica e quindi endocrina, neurologica, vascolare, farmacologica, chirurgica o di tipo psicogeno.

Ad oggi conosciamo tutti le soluzioni con i farmaci orali Sildenafil, tadalafil, Vardenafil, Avanil  che rappresentano sino ad oggi il trattamento di prima linea per la disfunzione erettile con un elevato tasso di risposta, circa 70%.

Il congresso nazionale di Andrologia sia che si è tenuto a Roma nel mese di maggio 2018 ha presentato i risultati di un progetto della società, progetto nel quale tutor della società hanno girato per l’Italia ad insegnare ad altri colleghi l’utilizzo delle onde d’urto a bassa intensità per il trattamento della disfunzione erettile.

Questo ha permesso anche di raccogliere molti dati sui pazienti. Ricordiamo che inizialmente le onde d’urto sono state applicate nel trattamento del morbo di La Peyronie e nel dolore pelvico cronico.

La terapia trova indicazione della disfunzione erettile di tipo vascolare ossia in quelle forme che sono secondarie a ipertensione, diabete, malattie cardiache o anche da danni vascolari o pregressi interventi chirurgici.

Il trattamento prevede l’uso di onde a bassa energia parliamo di 0,10 – 0,25 micro joule per millimetro quadrato, le quali causano dei microtraumi che vanno a stimolare di conseguenza la produzione di fattori di crescita i quali a loro volta permettono di costruire nuove vie vascolari e quindi migliorare la circolazione a livello dei corpi cavernosi.

La finalità di questa cura è quella di non essere sintomatica ossia tamponare il problema ma di essere indicata come una vera e propria cura.

Solitamente vengono utilizzati 3000 colpi sull’asta e la base del pene due volte a settimana per sei settimane.

Qualche commento personale:
innanzitutto dobbiamo evidenziare il fatto che la terapia con onde d’urto è una terapia di secondo livello ossia è stata proposta in pazienti che non rispondono ai farmaci, e spesso il beneficio non è tanto nella soluzione del problema ma nel fatto che i pazienti possono utilizzare nuovamente i farmaci che prima non funzionavano.

Altro problema importante da evidenziare è che chiaramente, purtroppo, la tecnica è totalmente a regime privato quindi paziente deve sovraccaricarsi tutti i costi della metodica.

Tra le tecniche alternative alle onde d’urto dobbiamo ricordare la P RP, ossia l’inoculazione diretta nei corpi cavernosi di fattori di crescita invece che indurli con i microtraumi delle onde d’urto.
Questo è un mio commento personale che non vuole chiaramente sostituirsi alle esperienze di ogni singolo operatore. La medicina e la scienza procedono anche chiaramente con tentativi, alcuni nel tempo falliscono miseramente mentre altri assumono un ruolo da protagonista.

E’ quindi dovere dell’andrologo proporre al paziente tutte le novità terapeutiche cercando di rispettare sempre la maggior obiettività.

Le statistiche attuali degli studi randomizzati ci riportano un 60/70% di successo.

Dott. Andrea Militello
Medico specializzato in Urologia e Andrologia. Ecografista ed esperto in fisiopatologia della riproduzione umana.

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