Come tutti ormai sappiamo il PSA plasmatico non è un marcatore tumorale, ma ha assunto il ruolo di indice di salute prostatica.

Possiamo quindi trovare un PSA elevato in presenza di una infiammazione o infezione  della prostata come del resto possiamo trovare un PSA basso magari in presenza di malattia neoplastica.

Lo scopo della ricerca anche in campo diagnostico è stato quello ed è tuttora quello di trovare un bio marcatore che sia in grado di discriminare patologie benigne da tumore prostatico, anzi il vero obiettivo è quello di poter discriminare forme di tumore benigno da forme di tumore maligno anche in presenza di PSA elevato.

Saremmo quindi in grado di poter individuare una forma neoplastica benigna che non necessita di nessun intervento e tantomeno anche di una biopsia prostatica da forme invece con una prognosi non felice e che richiedono quindi immediatamente una diagnosi bioptica e un trattamento chirurgico.

Il congresso mondiale di urologia ha portato delle novità: si sta testando  nuovo marcatore conosciuto come IsoPSA il quale è in grado di orientare sulla diagnosi di neoplasie aggressive. Questo tipo di marcatore non si avvale solo quindi sulla misurazione della quantità di PSA ma ne studia effettivamente le caratteristiche molecolari, strutturali delle vere e proprie isoforme.

Siamo quindi di fronte a una svolta che se positiva potrà regalarci un nuovo bio marcatore utilissimo per discriminare le forme non aggressive dalle forme aggressive del tumore prostatico.

 

Dott. Andrea Militello
Medico specializzato in Urologia e Andrologia. Ecografista ed esperto in fisiopatologia della riproduzione umana.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *