Un gruppo di ricercatori nigeriani ha pubblicato un lavoro su  “medical principles and Pratice “  da cui  sembra emergere l’utilità dell’uso di questa pianta, la Moringa Oleifera, nei confronti del trattamento dell’ipertrofia prostatica benigna.

Foglie della Moringa Oleifera La Moringa Oleifera è una pianta che origina dall’India ma è anche molto diffusa in Africa  e nel sud America; ne conosciamo circa 13 specie, è spesso conosciuta anche con il nome di albero del ravanello.

 

Come la maggior parte delle piante era già conosciuta dai romani , greci e dagli egizi. I romani furono i primi a sfrtuttarne alcune caratteristiche con la finalità di depurare naturalmente le acque dei laghi e dei ruscelli.

La pianta è molto resistente cresce in maniera molto veloce raggiungendo talvolta addirittura i 7 m di altezza e sopporta molto bene i periodi di siccità e di freddo.

E’ una pianta commestibile sia per quanto riguarda le radici che le foglie ed è quindi utilizzata anche per prevenire eventuali Stati di malnutrizione specialmente nei paesi in via di sviluppo

Tra le sostanze estratte dalla Moringa Oleifera riconosciamo il ferro presente molto più che non negli spinaci, il calcio, il potassio nelle stesse quantità che ritroviamo nelle banane e poi alcune vitamine C A e  minerali oltre che  aminoacidi; la Moringa Oleifera sembra avere anche effetti antinfiammatori addirittura superiori a quelli offerti dalla curcuma.

I ricercatori nigeriani, facilitati anche dalla presenza di questa pianta nel loro territorio, hanno testato l’utilità  dell’estratto etanolico delle foglie della Moringa Oleifera per quanto riguarda una eventuale cura dell’ipertrofia prostatica.

Al momento gli studi sono stati effettuati su cavie in cui era stata indotta la ipertrofia prostatica somministrando alle stesse cavie testosterone proprionato.

I primi risultati sembrano dimostrare che l’estratto di Moringa Oleifera ha ridotto di circa il 20% volume delle prostate trattate abbassando addirittura del 50% il psa plasmatico con dosaggio di circa 100 mg per kilogrammo.

Questi primi studi fanno ben sperare per un possibile utilizzo di questa piante dei suoi estratti nel trattamento dell’ipertrofia prostatica benigna con un approccio fitoterapeutico.

Dott. Andrea Militello
Medico specializzato in Urologia e Andrologia. Ecografista ed esperto in fisiopatologia della riproduzione umana.

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