Rischio di cancro alla prostata negli uomini sottoposti a riproduzione assistita

Dott. Andrea Militello

Sono sempre dell’idea che blogs e news debbano portare consigli e buone notizie e mai sommare sofferenza alla sofferenza.

Però mi ha colpito molto questa comunicazione ( congresso Europeo di Andrologia).

Alcuni studi del registro hanno segnalato un rischio minore di cancro alla prostata per gli uomini infertili rispetto ai genitori biologici.

Altri studi hanno indicato che gli uomini con fertilità ridotta hanno un rischio maggiore per il cancro alla prostata rispetto agli uomini fertili.

Si è cercato quindi di indagare se questa discrepanza è dovuta all’influenza ormonale comparando il trattamento con l’introduzione di spermatozoi intracitoplasmatici (ICSI), spesso a causa di spermatogenesi gravemente compromessa, con quelli trattati con fecondazione in vitro (FIV) o padri per concepimento naturale.

Spesso la subfertilità è correlata a ipogonadismo.  

Metodi: questo studio basato sui registri ha estratto i dati dal registro di nascita, dal registro dei tumori e dal registro di qualità per la riproduzione assistita.

Tutti i padri e i primi figli nel periodo 1994-2014 sono stati identificati. I padri dell’ICSI erano paragonati a quelli che erano diventati padri per concezione naturale (controlli) e padri in fecondazione in vitro (IVF) andando a studiare la comparsa di ​​cancro alla prostata incidente durante un follow-up fino al 2016.

Le associazioni tra modalità di procreazione (ICSI / IVF / naturale) e successivo carcinoma della prostata sono state studiate utilizzando i modelli di regressione di Cox, adeguati per età e livello di istruzione. Il cancro alla prostata precoce e tardivo è stato definito in base all’età alla diagnosi: ≤50 e> 50 anni. 

Risultati: i padri che avevano procreato con ICSI avevano un rischio maggiore di cancro alla prostata (a qualsiasi età) rispetto ai controlli (HR = 1.47, IC 95 % 1,15-1,89; p = 0,002).

Al contrario, gli IVF-men non hanno avuto un aumento del rischio di cancro alla prostata rispetto ai controlli (HR = 1,14, IC 95% 0,91-1,43, p = 0,25).

Quando stratificati in gruppi di età al cancro, i padri che avevano concepito attraverso l’ICSI avevano un rischio più elevato di carcinoma prostatico a esordio precoce (HR = 2.94, IC al 95% = 1.84-4.71; p <0.001), diagnosticato prima dei 50 anni.

Tuttavia, gli uomini ICSI non avevano un aumentato rischio di tumore della prostata a esordio tardivo rispetto ai controlli. Nessun aumento del PCA ad insorgenza precoce è stato rilevato per i padri IVF (HR = 1,06, IC 95% = 0,57-1,98, p = 0,86).

Conclusione: i risultati mostrano un rischio aumentato per il cancro alla prostata ad esordio precoce, generalmente considerato più aggressivo, negli uomini infertili delle coppie sottoposte ICSI. Questi uomini potrebbero già presentare un tumore latente al momento dell’ICSI, perché i possibili benefici dello screening mirato potrebbero essere considerati.

Conclusioni : nessun allarmismo, non è l’icsi che causa o accellera il tumore, ma probabilmente l’assetto ormonale che spesso accompagna l’azoospermia può in qualche modo predisporre.  

Messaggio : nell’uomo azoospermico non dimentichiamoci mai di studiare ecograficamente la struttura testicolare e esploriamo per lo meno anche la ghiandola prostatica.

Dott. Andrea Militello

Dott. Andrea Militello

Medico specializzato in Urologia e Andrologia. Ecografista ed esperto in fisiopatologia della riproduzione umana.