Il pene, insieme ai testicoli costituisce l’organo genitale esterno maschile.

Rappresenta la parte finale delle vie urinarie ed è l’organo deputato per la riproduzione.

Il pene e i due testicoli, sospesi ques’ultimi in una sacca cutanea detta scroto, sono  intimamente connessi con gli organi dell’apparato urinario.

Anatomia del pene

Il pene si presenta diviso in due parti: la testa, chiamata glande e il corpo. E’ composto da muscoli lisci, vene, arterie, tessuti, nervi, corpi spugnosi e corpi cavernosi. Il pene inizia internamente, vicino alla prostata e finisce a vari centimetri all’esterno del corpo con il glande. Le dimensioni sono diverse da gene a gene e variano tra i 6.5 e i 9 centimetri non in erezione e tra i 12.5 e i 16 centimetri in erezione.

Il corpo del pene è formato da tre parti di tessuto erettile che sono i due corpi cavernosi e il corpo spugnoso. I primi sono dei canali posti sulla parte superiore del pene, costituiti da spazi vuoti, chiamati cavernule o sinusoidi, che a loro volta sono separati da fibre muscolari, utili per l’ingrossamento e l’allungamento del pene durante la fase di erezione, rivestiti da una membrana chiamata tonaca albuginea. Inoltre, sono presenti delle arterie elicine indispensabili per l’erezione.

Il corpo spugnoso si trova tra i due corpi cavernosi, è attraversato dall’uretra e si espande nel glande. Anche esso è formato da arterie, spazi vuoti, tessuto muscolare, ma in più prevalgono fibre elastiche ed è rivestito da una sottilissima fascia formata da cellule lisce e fibre elastiche. Una differenza importante rispetto ai corpi cavernosi, è la presenza delle ghiandole parauretrali che si trovano sul dorso dell’uretra e finiscono con la sua estensione.

Il glande è la parte finale del pene, ed ha una dimensione poco maggiore dell’asta del pene, sporgendo posteriormente con la corona. Alla sua sommità si trova un orifizio che sarebbe l’apertura esterna dell’uretra in cui fuori esce urina e sperma. Il glande risulta molto sensibile in quanto è ricco di terminazioni nervose. Esso è ricoperto da uno strato di pelle che può essere ritratto, il prepuzio, tenuto da un piccolo filamento chiamato frenulo.

Disturbi e patologie del pene

Tra i disturbi che possono colpire il pene ci sono:

  • Il priapismo, è una continua erezione che può continuare per ore e non cessa dopo l’orgasmo. Qui il sangue affluisce nel pene, ma non defluisce regolarmente.
  • La sindrome di Peyronie è la formazione di un rigonfiamento o di una placca dura sul pene, spesso si sviluppa nella parte superiore. La placca si presenta come un’infiammazione e, se non curata, può divenire una lesione ancora più dura, facendo diminuire l’elasticità nella zona interessata.
  • La balanite è un disturbo di tipo infiammatorio che colpisce la pelle che copre la testa del pene, dovuta da una scarsa igiene, permettendo così ai batteri di stabilirsi sotto al prepuzio.
  • Condilomi del pene: sono simili alle comuni verruche cutanee. Per saperne di più clicca qui.
  • Cancro del pene: si tratta di una forma relativamente rara di tumore maligno.
  • Uretrite: o infiammazione dell’uretra, nell’uomo, è di solito causata da una infezione trasmessa durante un rapporto sessuale con una partner infetta. I sintomi principali sono perdita copiosa, densa e giallastra dal pene e dolore durante la minzione e l’eiaculazione.
  • Restringimento uretrale: è un’affezione rara in cui l’uretra si accorcia e si restringe come risultato della graduale contrazione del tessuto cicatriziale all’interno della sua parete.
Dott. Andrea Militello
Medico specializzato in Urologia e Andrologia. Ecografista ed esperto in fisiopatologia della riproduzione umana.

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