Riporto i dati di un’azienda Americana nella speranza che a breve si possa usare anche nei nostri laboratori

Introduzione

L’antigene prostatico specifico o la gamma-seminoproteina è prodotto dalle cellule epiteliali della prostata ed è comunemente usato come indicatore della funzione prostatica. L’attuale test misura la proteina del PSA nel sangue ma una diagnosi accurata del cancro alla prostata usando questo test da solo rimane difficile, a causa della elevata sensibilità e bassa specificità del test del PSA, che può presentarsi come sollevato in altri disturbi come l’infezione.

Tuttavia, l’espressione dell’mRNA del PSA e di altri biomarcatori convalidati come PCA3 nelle urine e nel sangue sono molto più adatti per la diagnosi, ma presentano anche inconvenienti e limitazioni in termini di facilità di trattamento del campione. Questo perché richiedono che il campione di urina venga immediatamente congelato, altrimenti gli acidi nucleici potrebbero essere scomposti prima che possano essere rilevati.

Tecnologia ARCIS

ARCIS-Biotechnology offre una soluzione a questo problema, con la sua nuova tecnologia che prepara, stabilizza ed elabora campioni di urina per lo screening basato sull’RNA. Ciò comporta un processo in cui il campione viene miscelato con il reagente ARCIS per stabilizzare rapidamente e proteggere i biomarker dell’mRNA all’interno delle urine,

La preparazione del campione viene tipicamente raggiunta in meno di tre minuti in un semplice processo a due fasi e consente il successivo rilevamento di marcatori genetici utilizzando un dosaggio RTQPCR (Quantitative Polymerase Chain Reaction) della trascrizione inversa.

Il vantaggio principale dell’RNA ARCIS e del processo di estrazione del DNA è che, a differenza degli approcci attuali, è stato dimostrato che i contenuti genomici all’interno del campione di urina rimangono stabili a temperatura ambiente senza necessità di conservazione al di sotto del congelamento. Ciò è dovuto al reagente ARICS 1, che modifica la conformazione degli acidi nucleici e ne previene la degradazione da parte delle nucleasi.

Gli studi che hanno testato la tecnologia ARCIS hanno confermato la specificità di questo approccio nel produrre una misura accurata dell’espressione genica codificante PSA, che a sua volta può essere utilizzata per dedurre informazioni sulla funzione della ghiandola prostatica.

Ulteriori marcatori genetici possono anche essere estratti e identificati usando questo nuovo metodo, come PCA3 e Beta-actina. Tali marcatori possono essere molto utili nell’aiutare un rilevamento multiplex di marcatori oncogenici sinergici per la diagnosi del cancro alla prostata.

Conclusione

L’identificazione della presenza di mRNA di PSA nelle urine può essere utilizzata come test diagnostico per il cancro alla prostata. ARCIS ha sviluppato una tecnologia che stabilizza l’RNA all’interno dei campioni di urina per un periodo prolungato, aprendo la strada a un test diagnostico clinico più semplice e più pratico per il cancro.

 

Dott. Andrea Militello
Medico specializzato in Urologia e Andrologia. Ecografista ed esperto in fisiopatologia della riproduzione umana.

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