Come interpretare l’ecografia del testicolo: ecografia del testicolo e dell’epididimo

Come interpretare l’ecografia del testicolo? L’ecografia scrotale è, oggi, il gold standard per la valutazione delle principali patologie andrologiche. Come andrologo e urologo, mi capita quotidianamente di utilizzare questo esame per approfondire disturbi legati alla sfera sessuale, riproduttiva, infiammatoria o oncologica. È un’indagine rapida, non invasiva e incredibilmente informativa, tanto da essere consigliata già alla prima visita andrologica.

Come si esegue correttamente un’ecografia scrotale?

Utilizziamo sonde ad alta frequenza (7-15 MHz), effettuando scansioni sia longitudinali che trasversali con paziente supino, in un ambiente rilassato. Il color-Doppler (CD) è fondamentale per valutare la vascolarizzazione testicolare, segno cruciale in molte condizioni cliniche.

Come interpretare l’ecografia del testicolo: Valutazione del testicolo

Durante l’esame ecografico, ecco cosa osserviamo:

  • Volume: un testicolo normale ha un volume intorno ai 12 mL a destra e 11 mL a sinistra. Volumi inferiori suggeriscono ipotrofia.
  • Ecostruttura: deve essere omogenea e normoecogena. Alterazioni (ipoecogenicità o iperecogenicità) e disomogeneità ci aiutano a capire la presenza di danni o processi patologici, classificabili in tre gradi.
  • Presenza di noduli o calcificazioni (≥5 spot/immagine).
  • Alterazioni delle tuniche testicolari.
  • Studio del flusso ematico intratesticolare con Doppler.
  • Esame del plesso pampiniforme, utile per la diagnosi di varicocele.

Valutazione dell’epididimo

L’epididimo è un piccolo organo adiacente al testicolo, ma fondamentale per la maturazione degli spermatozoi. Valutiamo:

  • Misure: testa ≤ 12 mm, corpo ≤ 5 mm, coda ≤ 6 mm, deferente ≤ 4,5 mm.
  • Ecostruttura: normoecogena o disomogenea.
  • Eventuali cisti, masse o segni di infiammazione.
  • Vascolarizzazione locale, sempre con color-Doppler.

Correlazioni cliniche: quando l’ecografia ci guida nella diagnosi

  1. Dolore scrotale acuto
    Un sintomo da non sottovalutare. Ecco le principali diagnosi differenziali:
    • Torsione testicolare ➤ Emergenza assoluta: assenza di flusso al Doppler.
    • Epididimite acuta ➤ Aumento di volume dell’epididimo, ipoecogenicità, ipervascolarizzazione.
    • Orchite ➤ Testicolo aumentato di volume, disomogeneo e ipervascolarizzato.
    • Trauma scrotale ➤ Ematomi o discontinuità parenchimale.
    • Ernia inguinale incarcerata ➤ Contenuti intestinali nello scroto, con assenza di flusso nelle anse.
  2. Dolore scrotale cronico
    Quando il dolore persiste per oltre 3 mesi, le possibili cause includono:
    • Varicocele ➤ Vene dilatate > 3 mm, con reflusso sotto manovra di Valsalva.
    • Idrocele ➤ Presenza di liquido anecogeno attorno al testicolo.
    • Cisti epididimarie ➤ Tipicamente anecogene, senza flusso.
    • Orchite/Epididimite cronica ➤ Volume ridotto, calcificazioni, flusso alterato.
    • Ernia inguinale cronica ➤ Presenza stabile di anse intestinali nello scroto.
    • Neuropatie e dolore post-vasectomia ➤ Talvolta l’ecografia è muta.
  3. Ipogonadismo
    In caso di ipogonadismo primitivo, vediamo testicoli piccoli, ipoecogeni e con calcificazioni. Nel caso invece di ipogonadismo secondario, l’ecografia può risultare normale.
  4. Infertilità maschile
    L’ecografia ci aiuta a identificare:
    • Ipotrofia testicolare ➤ correlata a basso numero di spermatozoi.
    • Varicocele ➤ può compromettere la spermatogenesi.
    • Idrocele e calcificazioni ➤ compressione e danno parenchimale.
    • Azoospermia ostruttiva ➤ spesso associata ad agenesia dei deferenti o epididimite cronica.
  5. Masse testicolari
    Riconoscere una massa è fondamentale:
    • Benigne ➤ cisti, spermatocele, tumori a cellule di Leydig (solidi ma benigni).
    • Maligne ➤ seminomi (ipoecogeni, omogenei) o tumori non-seminomi (eterogenei, con calcificazioni e necrosi).
    • Linfomi testicolari ➤ ipoecogeni, a volte bilaterali.

Come interpretare l’ecografia del testicolo: In conclusione

L’ecografia testicolare è molto più di un esame di routine: è una vera e propria finestra sullo stato di salute del testicolo, dell’epididimo e dell’apparato riproduttivo maschile. È uno strumento diagnostico prezioso, che, se eseguito con attenzione e interpretato con competenza, può guidare correttamente le scelte terapeutiche, migliorando l’efficacia del nostro intervento clinico.
Per approfondimenti, consulta le linee guida di riferimento SIAMS, EAA, EAU.

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Dott. Andrea Militello

Medico specializzato in Urologia e Andrologia. Ecografista ed esperto in fisiopatologia della riproduzione umana. Docente universitario. Esperto internazionale in medicina antiaging e terapia ormonale sostitutiva.

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